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«The Robbers» in Italian

Book The Robbers in Italian

I masnadieri

51 vote
Author
Pages:
202
Reading time:
7 hours 45 minutes
Type
Plays
Genres
Dramaturgy, Drama
Originally published
1781
Original language
German

Table of contents

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PREFAZIONE DELL'AUTORE1
I masnadieri. Friedrich Schiller6
PERSONAGGI6
L'azione si svolge in Germania e dura circa due anni7
ATTO PRIMO7
Scena prima7
Franconia. Una sala nel castello dei Moor. Franz, il vecchio Moor7
Scena seconda18
Una locanda alla frontiera con la Sassonia. Karl Moor immerso nella lettura, Spiegelberg beve a un tavolo18
Scena terza42
Il castello dei Moor. La stanza di Amalia. Franz, Amalia42
ATTO SECONDO49
Scena prima49
Franz von Moor, nella sua stanza, immerso in profondi pensieri49
Scena seconda57
La camera da letto del vecchio Moor. Il vecchio Moor dorme sprofondato in poltrona; Amalia57
Scena terza72
La foresta della Boemia. Spiegelberg, Razmann, la banda dei masnadieri72
ATTO TERZO101
Scena prima101
Scena seconda108
Le rive del Danubio. I masnadieri sono accampati su una collina all'ombra degli alberi; i cavalli pascolano sul declivio108
ATTO QUARTO123
Scena prima123
Aperta campagna nei dintorni del castello di Moor. Karl, Kosinsky in lontananza123
Scena seconda124
Galleria nel castello. Entrano Karl e Amalia124
Scena terza134
Un'altra sala del castello. Karl Moor entra da una parte, Daniel dall'altra134
Scena quarta142
In giardino142
Scena quinta147
Una foresta nei dintorni. Notte. Al centro della scena, un antico maniero in rovina. La banda dei masnadieri147
ATTO QUINTO168
Scena prima168
Un'infinita prospettiva di stanze. Notte fonda. Entra Daniel con una lanterna e una valigia168
Scena seconda187
La scena è identica all'ultima del Quarto Atto. Il vecchio Moor seduto su un macigno, Karl di fronte a lui. I masnadieri vanno e vengono qua e là per il bosco187

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PREFAZIONE DELL'AUTORE

Quae medicamenta non sanant, ferrum sanat
quae ferrum non sanat, ignis sanat.
Ippocrate
Questo dramma dev'essere valutato come una storia drammatica e niente più, che utilizza le infinite risorse consentite dalla scena per penetrare nelle operazioni, complesse e misteriose, dello spirito. È una storia che rifiuta comunque di assoggettarsi ai limiti imposti da un'opera di teatro e non si propone il traguardo, peraltro problematico, dell'utile derivante dalla rappresentazione. Mi auguro che venga obiettivamente riconosciuta l'assurdità di una pretesa che postula di indagare a fondo, in poche ore, il destino di tre personaggi di statura eccezionale, la cui attività dipende da migliaia di minuscole ruote allo stesso modo che si rivela impossibile, nello stato di natura, che tre personaggi eccezionali riescano ad essere conosciuti e sondati nelle minime pieghe dal più eminente specialista del cuore umano. In questa storia c'erano tante realtà diverse indissolubilmente concatenate che non era possibile ridurle negli scarni confini tracciati da Aristotele e da Batteux. Ora, non è tanto la complessità della mia opera quanto il suo contenuto ciò che gli preclude la via del palcoscenico. La sua concezione imponeva la presenza di personaggi che ferivano i teneri sentimenti della gioventù, e irritavano le nostre gentili e radicate consuetudini. Chiunque voglia raffigurare la realtà dell'animo umano diviene suddito di questa severa Necessità quando si propone di descrivere fedelmente il mondo reale e non vuole fornirne un'idealistica contraffazione ad uso e consumo della società. Purtroppo questa oggi è la moda imperante: i buoni risaltano solo in opposizione ai malvagi, e la virtù si esalta a dismisura solo se la si accosta al vizio o se gli viene contrapposta. Chi si è assunto il compito di abbattere il vizio e di vendicare in modo esemplare presso i suoi nemici l'etica, la religione e le leggi della società civile, deve additare il vizio integralmente, nell'immensità del suo orrore, e costringere l'umanità a constatarne l'immane grandezza, deve entrare nei labirinti della notte, non deve esitare a percorrerli, deve imporre a se stesso di penetrare fino in fondo nel cuore dei sentimenti che suscitano nel suo spirito una cupa avversione. In questo dramma il vizio viene pazientemente illustrato e analizzato nel funzionamento di ogni suo minimo addendo. Nel personaggio di Franz il vizio stempera ogni confuso, quasi imprevedibile sussulto della coscienza in astrazioni assolute, isterilisce il senso del giudizio, e la voce alta e solenne della religione si trasforma in feroce sarcasmo.
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